LE MIE TECNICHE

I trattamenti conservativi che applico si avvalgono di stimolazioni biologiche con derivati piastrinici o con cellule precursori mesenchimali provenienti da tessuto adiposo.

I trattamenti chirurgici ove possibile sono a minima invasività, con il massimo rispetto per la vascolarizzazione delle strutture e della ricostruzione anatomica e cosmetica dell’accesso.

Ritengo che, ove consentito, sia sempre preferibile fare uso di tessuti di banca piuttosto che di strutture prelevate dallo stesso soggetto, perché così si riducono le complicanze e l’aggressività chirurgica degli interventi ricostruttivi.

Con questo sito desidero trasferire ai miei pazienti alcuni concetti che ritengo importanti e di cui parlo spesso con loro. Userò talvolta termini un po’ tecnici, cercando di ridurli al minimo nell’affrontare una per una le patologie di cui sono specialista. Illustrerò per ognuna le indicazioni di massima che applico dopo averle discusse con gli interessati.

TECNICHE ACCESSORIE

viscosupplementazione

Le iniezioni di acido ialuronico intraarticolare creano sollievo ai pazienti anche per periodi di tempo relativamente lunghi. Non le pratico solo nel ginocchio ma anche nella spalla (solo nelle forme di artrosi, non nelle tendinopatie), nell’anca, nella caviglia, nella mano a livello della trapezio metacarpale.

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precursori mesenchimali intraarticolari

Vi sono delle situazioni in cui i pazienti presentano sintomatologie croniche e degenerative articolari che non traggono beneficio da trattamenti di viscosupplementazione e che non hanno ancora indicazione…

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precursori mesenchimali

Riguardo all’uso di questi precursori in ortopedia, io li uso nei ritardi di consolidazione delle fratture, nella osteonecrosi della testa del femore*, nei difetti cavitari come le cisti ossee*, nelle lesioni tendinee, specie in quelle su base degenerativa, nelle lesioni cartilaginee articolari, specie a livello di anca , ginocchio e caviglia e nei quadri di capsulite adesiva.

*Questi protocolli sono ancora in fase sperimentale e necessitano del consenso a far parte di una ricerca clinica.

platelet releasing peptides (prp)

Uso le PRP da oltre dieci anni sia a livello delle tendinopatie (Achille, epicondiliti etc.) che nelle lesioni muscolari o delle fasce, specie in quelle forme subacute che non guariscono e provocano una sintomatologia cronica difficile da controllare.

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infiltrazioni di anestetici

Non bisogna dimenticare che il dolore è un modo che ha l’organismo per proteggere un organo offeso e seguire l’indicazione del dolore per la ripresa funzionale dopo un trauma è sempre una buona regola…

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infiltrazioni di cortisonici

Io uso cortisonici malvolentieri ma ci sono delle condizioni in cui sono l’unica cosa che si può fare. Vi faccio alcuni esempi: nelle forme subacute di versamenti articolari, post traumatiche, da lesioni meniscali lievi, in artrosi della mano nel paziente anziano, specie nelle rizartrosi, in artrosi scapoloomerali, in forme artritiche acute dopo aver prelevato il liquido articolare per uno studio batteriologico e reumatologico

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artrite reumatoide

I reumatologi guardano con crescente interesse al trattamento delle forme che non rispondono ai trattamenti tradizionali o biologici con precursori delle cellule mesenchimali articolari. Ho iniziato la collaborazione con alcuni di essi per il trattamento di casi selezionati. Si tratta di un campo in cui il ruolo dei precursori nella modulazione immunologica articolare potrebbe essere un eccezionale strumento terapeutico. Finora ho trattato un numero limitato di casi che sto raccogliendo per la pubblicazione dei risultati.

onde d’urto

Ho usato le onde d’urto dalla fine degli anni ’90, specialmente livello delle calcificazioni dei tendini della spalla e delle altre tendinopatie croniche. I risultati che ho ottenuto non sono stati brillanti sia nelle prime fasi del trattamento sia a lungo termine.

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Trattamento della cisti ossea solitaria

SPALLA

lussazione acromionclaveare

Tratto questa patologia nell’alto grado (vedi grado III e IV della classificazione di Rockwood), ovvero quando è francamente visibile il segno del tasto di pianoforte, a livello della clavicola. Il trattamento è totalmente artroscopico sia nei casi acuti che in quelli inveterati. Nei casi di lussazione cronica utilizzo un tendine di banca (da cadavere) per la ricostruzione dei legamenti e la sutura capsulare.

chirurgia ricostruttiva della scapolo-omerale

Il trattamento artroscopico della spalla risolve da solo gran parte delle patologie post-traumatiche e parte di quelle degenerative articolari ad eccezione delle fratture.

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chirurgia protesica della scapolo-omerale

La protesi di spalla è un intervento con indicazioni ristrette a forme di artrosi avanzate e molto sintomatiche, a fratture complesse o necrosi della testa omerale.

l’invenzione della protesi “inversa” di spalla ha permesso anche di mobilizzare attivamente la spalla a pazienti con lesioni irreparabili di cuffia. Quando è possibile, a questa tecnica, in pazienti con lesioni irreparabili di cuffia, preferisco la trasposizione tendinea del gran dorsale.

Questo intervento è meno aggressivo e più biologico della protesi “inversa”.

ARTO SUPERIORE

sindrome del tunnel carpale

Tratto il tunnel carpale con tecnica endoscopica per minimizzare l’incisione (diventa inferiore a un centimetro con questa tecnica) e rendere rapidissima la ripresa funzionale.

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rizartrosi

Tratto la rizartrosi con l’intervento di artroplastica in sospensione in casi selezionati. Ho iniziato a trattare le lesioni in fase iniziale con precursori mesenchimali con buoni risultati soprattutto sulla riduzione della sintomatologia.

epicondilite ed epitrocleite

Da oltre 10 anni tratto le lesioni tendinee inserzionali da usura con le PRP con ottimi risultati. Il trattamento prevede un ciclo di infiltrazioni con piastrine autologhe di almeno tre sedute e a distanza di almeno 10 giorni l’una dall’altra e di un periodo corrispondente di riposo funzionale di almeno un mese che consiste nell’astenersi da attività sportiva traumatica come tennis o golf.

ANCA

anca

Nel corso dei miei anni di professione i concetti e i trattamenti della patologia dell’anca sono quelli che ho visto cambiare più drasticamente rispetto alle altre articolazioni, fatta eccezione forse per la spalla…

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GINOCCHIO

artroscopia

Una tecnica chirurgica che consente, allo stato attuale, di effettuare indagini diagnostiche ed interventi chirurgici mini-invasivi in tempi differiti o nella stessa seduta operatoria.

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meniscopatie

Il menisco è lì per uno scopo e la sua rimozione danneggia cartilagine articolare e riduce congruenza e stabilità dell’articolazione. Il menisco va preservato quanto possibile e trapiantato quando é necessario. Tutti gli interventi di sutura meniscale o di trapianto possono essere complementati con l’uso di cellule precursori per favorire la guarigione delle lesioni meniscali, l’attecchimento dei trapianti e la guarigione di eventuali lesioni della cartilagine.

condropatie del ginocchio e della caviglia

Tratto le condropatie con micro-fratture artroscopiche prevalentemente a cui associo multipli trattamenti con precursori mesenchimali per via infiltrativa.

osteotomie del ginocchio

La prevenzione chirurgica dell’artrosi nell’adulto a mio avviso ha uno spazio molto limitato in quanto se il paziente è asintomatico difficilmente si sottoporrà ad un trattamento mentre se è sintomatico spesso il quadro è troppo avanzato per avvantaggiarsi di un trattamento che ridistribuisce il carico del ginocchio. In ogni caso, pur essendo l’indicazione molto limitata per questi trattamenti vi sono pazienti in cui l’osteotomia del ginocchio è assolutamente indicata.

Si tratta di una procedura che necessita d’immobilizzazione e scarico e anche in questo caso la guarigione può essere favorita dall’impianto di ADSC.

protesica del ginocchio

La protesi monocompartimentale del ginocchio, ove vi sia una lesione di un solo compartimento del ginocchio ed in assenza di quadri di osteoporosi, è il trattamento di scelta nella mia esperienza, in quanto poco aggressiva chirurgicamente, permette una ripresa rapida ed un’articolarità ottimale conservando tutti i legamenti originali del paziente.

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CAVIGLIA

instabilità legamentosa della caviglia

Il trattamento delle lesioni legamentose acute della caviglia è essenzialmente incruento. Dopo un mese dal trattamento di immobilizzazione delle forme acute, se permane un’instabilità, specialmente in pazienti sportivi eseguo una ricostruzione endoscopica del legamento con la tecnica Artro Brostrom.

Questo trattamento permette una buona ricostruzione legamentosa e una ripresa funzionale completa.

tendinopatia dell'Achille

Tratto le lesioni acute e croniche dell’Achille con un metodo a cielo chiuso che si chiama Achillon e che mi permette comunque di visualizzare la zona della rottura. Se dalle immagini preoperatorie si evidenzia una lesione degenerativa importante preferisco aggiungere ADSC nella regione lesionata. Se per ragioni che tratto nel paragrafo delle ADSC non posso trattare il paziente con esse uso una tecnica diversa che si chiama Bosworth e che ho modificato in alcuni dettagli per rendere più sottile il tendine ricostruito.

PIEDE

alluce valgo e sovraccarico metatarsale.

L’avampiede é chirurgico solo se doloroso. Ci sono sempre minime possibilità che un minimo dolore residui dagli interventi di alluce valgo e un trattamento puramente estetico con un minimo dolore residuo è un grave insuccesso.

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fascite plantare

Uso cortisonici solo nelle forme acute alla inserzione dello sperone calcaneale ma mai nei runners in cui parto da infiltrazioni ecoguidate di PRP.

Release endoscopico.

Ricorro a questo trattamento della fascia plantare quando gli altri trattamenti con plantari o infiltrazioni non hanno avuto successo. È un trattamento che dà delle buone garanzie di successo ma richiede almeno tre mesi prima di poter riprendere a correre e in questi tre mesi la fisioterapia è fondamentale.  L’entità del release è critica: troppo release e il sovraccarico che si trasferisce alla volta del mesopiede diventa doloroso, troppo poco release e la fascite non passa.