Io uso cortisonici malvolentieri ma ci sono delle condizioni in cui sono l’unica cosa che si può fare. Vi faccio alcuni esempi: nelle forme subacute di versamenti articolari, post traumatiche, da lesioni meniscali lievi, in artrosi della mano nel paziente anziano, specie nelle rizartrosi, in artrosi scapoloomerali, in forme artritiche acute dopo aver prelevato il liquido articolare per uno studio batteriologico e reumatologico. Nel dito a scatto acuto per esempio funziona benissimo e spesso risolve per lunghi periodi la sintomatologia, senza dover ricorrere al trattamento chirurgico in prima battuta.

Il cortisone, anche se iniettato localmente può causare sbalzi ipertensivi e o intolleranza al glucosio. É importante tenere sotto controllo il paziente se iperteso o diabetico per 2/3 gg dopo il trattamento.

Non vi sono dei protocolli validati scientificamente su quante iniezioni di cortisone sono tollerate o con quale frequenza. Io non programmo mai un ciclo di infiltrazioni e alla fine meno ne faccio meglio è.

 

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