Le iniezioni di acido ialuronico intra-articolare creano sollievo ai pazienti anche per periodi di tempo relativamente lunghi. Non le pratico solo nel ginocchio ma anche nella spalla (solo nelle forme di artrosi, non nelle tendinopatie), nell’anca, nella caviglia, nella mano a livello della trapezio metacarpale.

Non uso acido ialuronico in tutte le situazioni in cui per varie ragioni l’articolazione è gonfia, perché esso si diluirebbe senza dare sollievo al paziente.

Non ci sono limiti definiti alle viscosupplementazioni,  ma ogni iniezione articolare porta con sé il rischio di contaminazione batterica dell’articolazione.

Il lavaggio artroscopico del ginocchio normalmente la uso nelle condrocalcinosi e nelle forme infettive che tratto molto di rado, e preferisco inviare direttamente ai centri specializzati.

La SINOVIECTOMIA artroscopia la pratico nelle sinoviti croniche che non si risolvono con la terapia medica e i cortisonici.  In generale però, e grazie alla mia collaborazione con i reumatologi, tali quadri sono sempre più risolti con la terapia medica e non richiedono trattamenti chirurgici.

Vi sono delle situazioni in cui i pazienti presentano sintomatologie croniche e degenerative articolari che non traggono beneficio da trattamenti di viscosupplementazione e che non hanno ancora indicazione alla protesica vuoi per l’età vuoi per la richiesta del paziente di poter praticare ancora delle attività fisiche ad alto impatto come la corsa o lo sci.  In questi pazienti eseguo infiltrazioni con precursori cellulari che estraggo in collaborazione con il chirurgo plastico a livello del tessuto adiposo e infiltro in sedute successive.

torna a “Le Mie Tecniche”